venerdì, aprile 30, 2010

le opere del Paz: Francesco Stella (1936 e F. Stella Vita e gite)

non ho mai capito se Francesco Stella era uno solo con più vite oppure era uno e trino o tre persone diverse...i volti sono diversi e anche le biografie...sicuramente il Paz aveva un passione per quel nome visto che tra le prime sue storie ben 3 hanno come protagonista Francesco Stella...con lui ho deciso di iniziare a presentarvi le storie del Paz anche perchè è da una delle tavole (quella che trovate alla fine del post) da cui è stato tratto il nome di questo blog e modo migliore per capire le sue opere è leggerle per cui troverete il link per scaricare il pdf (trovato grazie alla rete) e gustarvele con calma (la qualità è discreta)...tornando a Francesco Stella, appare per la prima volta intorno al 1979 sulle pagine di Cannibale, in 1936 ed è un operaio napoletano che si trasferisce a New York dopo che "una notte gli appare il fantasma del grande pomodoro che gli dice vai in America a portare il pelato italiano" e attraverso strane vicissitudini diventa imperatore dei pomodori...Francesco Stella torna nel 1981 sulle pagine di Frigidaire nella storia F. Stella Vita e gite ed è il nipote dell'imperatore del pomodoro, destinato a segnare la storia della musica rock con 2 LP di successo usciti a 32 anni di distanza uno dall'altro...due storie surreali dove il Paz si esprime non solo attraverso i pennarelli Pantone che usa come pennelli ma con quel linguaggio che lo contraddistinguerà per sempre...Francesco Stella riapparirà sotto forma di tenente durante la seconda guerra mondiale nell'albo Aficionados che spero di potervelo proporre a breve...per chi volesse assaporare in pieno i disegni del Paz consiglio vivamente l'acquisto della ristampa delle storie di F. Stella edita qualche anno fa da Coconino Press...non mi resta che augurarvi buona lettura

martedì, aprile 27, 2010

musica leggera da sottofondo... volume cinque

dopo i Deep e Lemmy cambiamo totalmente argomento e torniamo al nostro appuntamento settimanale con il lounge che riscuote un buon successo ed è tanto odiato dallo Zio Fonta...eccoci alla quinta puntata della collana Easy Tempo...buon ascolto

Easy Tempo Vol. 5: A Slammin' Cinematic Experience
1. Nanaue - Augusto Martelli
da LP Black Sound From White People
2. Anice Nuraghi - Luis E Bacalov
da Una Questione d'Onore
3. L'arcangelo - Piero Umiliani
da L'Arcangelo
4. Running Fast - Stefano Torossi
da LP Feelings
5. Blazing Magnum - Armando Trovaioli
da Una Magnum Special per Tony Saitta
6. Trop 8 - Alberto Baldan Bembo
da Ecco Lingua D'Argento
7. Locomovemotor - Augusto Martelli
da LP Black Sound From White People
8. Vuca (Wake Up) - Tony Mimms
da LP Tony Mimms
9. The Chicken - Dick Oliver
da LP Dick Oliver
10. La Rai Si Presenta - Piero Piccioni
da Gazzettino Romano News
11. Bagliori - Lesiman
da LP Future Sound of Lesiman
12. Apollo Beat - M. Migliardi
da LP Espressioni Musicali e Suoni Di Attualità e di Moda
13. Adonai - Ennio Morricone
da Il Giardino Delle Delize
14. Montreal Nonstop - Luis E Bacalov
da L'Ultima Chance
15. The Frog - Augusto Martelli
da the LP L'Orchestra di A.Martelli dal Vivo
16. Upa Neguino - Augusto Martelli
da the LP L'Orchestra di A. Martelli dal Vivo

lunedì, aprile 26, 2010

perle ai porci

Ian Fraser Kilmister, come molti innovatori della musica rock, nasce a Londra, alla fine del 1945. La sua carriera musicale, comincia negli anni sessanta, militando in una serie di gruppi, che rifiutando i dettami della moda corrente, evitano psichedelica, e pop rock di ispirazione beatlesiana, suonando un duro rythm’n’blues, che in seguito si sarebbe chiamato hard rock.
Nella seconda meta degli anni sessanta, diventa roadie di Jimi Hendrix, ed è appunto da qui che comincerà ad apprezzare la forza creativa della psichedelia, e ispirato sia dagli eccessi che dall’arte di Jimi, creerà il suo stile, duro sporco e cattivo, non che, la sua tecnica sopraffina di suonatore di basso, fatto di accordi e non solo di singole note ritmiche. Sempre in questo periodo, sembra che adotti il suo soprannome, Lemmy.
Addentratosi nel music business, nel 1969, forma il suo primo gruppo, di una certa importanza, i Sam Gopal, col quale inciderà un discreto LP di hard rock psichedelico, Escalator, che per quando sia un discreto disco, non si differenzia da prodotti simili del periodo, Vannilla Fudge, Grand Funk Railroad tra gli altri.
Dal 1971 al 1974 milita negli Hawkwind, il gruppo che probabilmente ha inventato lo Space rock. La sua entrata nel gruppo viene evidenziata, da una maggior durezza nel suono. L’album migliore è sicuramente Doremi Fasol Latido.
Dopo quattro anni di collaborazione, durante una tournee in Canada, Lemmy viene arrestato per droga (come sono severi in Canada! Anche i Rolling, mi sembra, più o meno nello stesso periodo hanno avuto un problemino simile), e probabilmente, anche per altri dissensi precedenti, viene licenziato dagli Hawkwind.
Ed è cosi che nel 1975, forma il gruppo che gli darà la fama mondiale, non che gli permetterà di rivoluzionare l’hard rock. Il gruppo è un trio che più classico non si può, basso chitarra batteria.
In un primo momento il gruppo, eufemisticamente, doveva chiamarsi Bastard, ma poi, prendendo il nome dall’ultima canzone composta da Lemmy per gli Hawkwind, si chiamo definitivamente MOTORHEAD.
Sì proprio i Motorhead, il gruppo più sottovalutato e disprezzato, dai cultori della musica, me compreso.
Confusisi tra le decine di gruppi, che proprio in quel periodo, alla fine degli anni ’70, stavano reinventando l’hard rock trasformandolo in heavy metal, hanno avuto la sfortuna di essere etichettati come un gruppo di genere, ma le affinità con gruppi tipo gli Iron Maiden e simili, si fermano solo sull’iconografia, per quanto riguarda la musica invece la si può quasi vedere più simile al punk ( che bestialità!!).
Ascoltando i primi dischi dei Motorhead, le differenze con gli altri gruppi heavy del momento, sono più che evidenti, già dal canto, dove la voce di Lemmy, corrosa da anni di stravizi, contrasta nettamente da quella dei suoi colleghi, che dei virtuosismi vocali ne fanno una ragione di vita, i ritornelli pseudo pop, tipici di Iron Maiden o Saxon ad esempio sono totalmente assenti, e la musica stessa non lascia spazio a gigionerie varie, solo ritmo duro e puro, nei decenni successivi saranno fonte d’ispirazione per trash metal e speed metal, gli stessi Metallica forse non sarebbero quello che sono se prima non ci fossero stati i Motorhead.
A trent’anni di distanza, si può giungere alla conclusione che probabilmente erano più sinceri e più veri i Motorhead, di decine di gruppetti punk ribelli nati nello stesso periodo.
Non posso far altro che rimandarvi all’ascolto di Overkill che è il secondo album, e mi sembra il migliore, ma anche il primo, Motorhead, è un grande cattivo disco.
Lo Zio Fonta

non è mai troppo tardi...


in questi giorni non ho avuto modo di dedicarmi molto al mio caro mac di casa, ero preso con le attività dell'Orablù per cui mi sono perso una mail del Conte che vi riporto...in fondo non è mai troppo tardi quando si parla di 25 aprile...

Una mattina, mi son svegliato oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao una mattina, mi son svegliato ed ho trovato l'invasor Oh partigiano, portami via oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao oh partigiano, portami via, che mi sento di morir E se io muoi, da partigiano oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao e se o muoi, da partigiano, tu mi devi sepellir E sepellire, lassu in montagna oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao e sepellire, lassu in montagna, sotto l'ombra di un bel fior Tutte le genti, che passerranno oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao tutte le genti, che passerranno, mi diranno che bel fior E questo è il fiore, del partigiano oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao e questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà e questo è il fuore del partigiano, morto per la libertà!
PER NON DIMENTICARE, BUON 25 APRILE A TUTTI
Der Graf Von Mailand

...e non c'è un momento particolare per cantare Bella Ciao, bisogna farlo sempre!...nel caso qualcuno di voi fosse sprovvisto di una base musicale pertinente vi consiglio il primo disco dei Modena City Ramblers, Riportando tutti a casa...buon ascolto

venerdì, aprile 23, 2010

it's only rock'n'roll

Negli ultimi tempi, a causa di varie vicissitudini, delle quali non voglio certo tediarvi raccontandovele, mi sono trovato psicologicamente inadeguato, a recepire entusiasticamente, alcun tipo di musica.
Di conseguenza mi sono ritrovato a randomizzare musica a caso (leggesi pure a cazzo), e in questo bailamme di suoni, all’improvviso, sentendo un paio di brani, ho trovato l’ispirazione per consigliarvi un disco. Sicuramente tutti lo conoscerete, ma non so se sinceramente tutti lo abbiate ascoltato con la giusta attenzione. Già immagino, lo storcimento di naso di molti di voi, anche tra gli stessi redattori del blog, ma che ci volete fare, chi ha avuto circa quattordici anni quando gli ho avuti io, quando sente questo disco, un minimo di reminescenza nostalgica, non può non venire.
Sicuramente, Ritchie Blackmore, non è un genio e probabilmente, come molti dicono nemmeno un grande chitarrista, niente a che vedere con il contemporaneo Jimmy Page geniale e virtuoso.
Però, nonostante questo, è riuscito a fare Deep Purple In Rock.
Tralasciando la copertina che tutti conosciamo, dedichiamoci alla musica. Il disco si apre, con una cinquantina di secondi di “rumore” musicale, che sfuma in un dolce incedere di organo, introducendo il vero e proprio attacco di Speed King, e qui è capelli lunghi e sudore, un ritmo incalzante e travolgente, accompagna un testo di demenza sublime, “Good Golly, said little Miss Molly When she was rockin' in the house of blue light /Tutti Frutti was oh so rooty /When she was rockin' to the east and west/ Lucille was oh so real /When she didn't do her daddies will /Come on baby, drive me crazy--do it, do it, ogni traduzione mi sembra superflua, l’essenza dell’hard rock, un brano seminale. La successiva Bloodsucker è un altro brano incalzante di hard blues elettrico, impreziosito dai pacati virtuosismi vocali di Gillan (si chiama cosi? Non ricordo bene ma mi sembra di sì.) E cosa dire, di Child in Time, dove il solito Gillan, in un canto struggente, viene accompagnato da una dolcissima melodia, senza stare troppo a sottilizzare, che questa melodia e la stessa di Bombay Calling degli It’s a Beautiful Day (non ho il disco sottomano, ma non mi ricordo che i Deep ne facciano cenno, nelle note di copertina, magari non ricordo io), dopo un po’, comunque, accade il dramma, e tutti si incazzano Gillan compreso, che comincia ad urlare come un eunuco, e la musica ritorna ad essere travolgente, poi gradualmente si ritorna all’iniziale melodia, e cosi finisce il primo lato.
Giriamo, virtualmente (che bello, essere nel 2010 e poter usare queste abusate parole futuriste, o futuribili? Bah!), ad ogni modo, il secondo lato, si apre con un interminabile ed abbastanza anonima Flight of the Rat, dico anonima, perche sono io che sono difficile, diciamo che ha un riff un po’ facilotto, comunque dopo un tre o quattro minuti diventa abbastanza coinvolgente, segue il blues di In To The Fire, del quale il martellante ritmo, e martellante non in senso metaforico, ma l’idea è proprio quelle di sentire un carpentiere che pianta chiodi, ti porta in una specie di arcana tribale trance danzereccia. Se ho definito Flight Of the Rat anonima, non so proprio che aggettivo si possa usare per Living Wreck... diciamo che è probabilmente la canzone più melodica, dove anche Gillan risulta fin troppo pacato, una specie di Maria Callas che canta Quel mazzolin di fiori in tram, oltre al ritornello si fa notare un incongruo vento elettrico, quattro minuti e mezzo che più o meno passano velocemente. Con la finale Hard Lovin Man siamo nell’Hard Blues Psichedelico, e come poteva mancare un po’ di psichedelia alla fine degli anni sessanta?... ci viene restituito il Gillan che amiamo di più, quello sempre un po’ sopra le righe, un Freddy Mercury invasato dal testosterone, anche gli altri componenti della band danno sfogo alle loro fantasie più recondite, regalandoci sette minuti di energia pura, il buon Blackmore chiude il disco, con un Hendrixiano assolo.
A discapito della mia, giuro involontaria, ironia, un disco che va ascoltato, assieme ad i primi Black Sabbath, sicuramente tra i più influenti, per la musica hard ed heavy. In America nello stesso periodo gruppi come i Blue Cheer, o i MC5 e altri, o in Inghilterra gli stessi Led Zeppelin, rileggevano anche loro il rock in chiave più hard, ma loro erano molto più intellettuali, e le loro influenze avrebbero preso altre direzioni. E che cazzo qui stiamo parlando, di rock alcool e figa.
Lo Zio Fonta

mercoledì, aprile 21, 2010

non ci sono più i band of horses di una volta...

già annunciato qualche settimana fa da Marco il cannibale e già avevo espresso i miei dubbi guardando il video del presunto singolo, poi oggi ho trovato qui l'ultimo lavoro dei Band of Horses...ascoltandolo mi sono reso conto che avevo ragione: sono lontanissimi da quel Everything All The Time, disco del 2006, dove la voce di Benjamin Bridwell era stata capace di rapirmi, dove i suoni erano caldi e arrivavano dritti al cuore, dove non dimostravano niente di nuovissimo ma avevano centrato 10 pezzi di un'intensità vera...da una recensione trovata qui: "Alzano la voce, ma non gridano. Sussurrano, ma non mugugnano. Illanguidiscono, ma non immalinconiscono. Questo disco ha insomma il potere catartico di portarsi via come un fiume placido tutte le tensioni accumulate nel corso della giornata."...peccato,  il nuovo disco non trasmette nulla di tutto ciò, sembra addirittura che abbiano cambiato cantante, forse l'hanno anche fatto e io mi sono perso la notizia...non so mi sembrano diventati i Turin Brakes...il tutto risulta piatto, le emozioni che trasmettevano i suoni del primo disco si sono perse, confuse...io vi consiglio invece di ri-sentire Everything All The Time...buon ascolto

martedì, aprile 20, 2010

musica leggera da sottofondo... volume quattro

è un periodaccio, gente, o almeno lo è per me e credo anche per il Conte e lo Zio Fonta...la nostra latitanza ai 'microfoni' di questo blog è vergognosa ma questo è...il vostro Cherotto è preso tra quotidianeità varia e appena può si mette a fare il lurker (Conte non ti spaventare non è una parolaccia tedesca che non conosci, è un termine per indicare coloro che seguono blog o altri social network e si limitano a...guardare e non intervengono) giusto per non perdersi qualche succosa novità (ultimamente sto prendendo a piene mani qui, qui e qui...) o qualche gustosa provocazione qui...tornerò a postare qualche suggerimento musicale tanto non credo siano in tanti a disperarsi...per ora vi lascio con il tormentone settimanale, il quarto episodio della collana Easy Tempo...mi permetto di segnalarvi una versione molto intrigante di Metti una sera a cena di Ennio Morricone, cantata da Florinda Bolkan...buon ascolto

Easy Tempo Vol. 4: A Kaleidoscopic Collection Of Exciting And Diverse Cinematic Themes
1. So - Lara Saint Paul
da LP Frammenti
2. Città Viva - Ennio Morricone
da Blue Eyed Bandit
3. Masquerade - Armando Trovaioli
da Il Commissario Pepe
4. Ore 24 - Alberto Baldan Bembo play!
da LP Lo e Mara
5. Pedro Come - Alberto Baldan Bembo play!
da L'Amica di mia Madre
6. Tremendous Stars - Piero Piccioni
da Caderveri Eccellenti
7. Dreaming - Gianni Oddi
da the LP Oddi 3
8. Tropical Club - Alberto Baldan Bembo
da L'Amica di mia Madre
9. Side Slip - Berto Pisano
da Sissignore
10. Realtà No. 5 - Stelvio Cipriani
da Dead End
11. Under Drama - Giancarlo Gazzani
da LP Musica per tutte le ore
12. Little Shakie Girl - Armando Trovaioli
da Permette? Rocco Papaleo
13. Metti Una Sera A Cena - Florinda Bolkan
da 7" mix Single Metti Una Sera A Cena
14. Roma Bene - Luis E Bacalov
da Roma Bene
15. Flirt A Rio - Piero Umiliani
da La Schiava io ce l'ho tu no
16. Paranagua - Luis E Bacalov
da Cuori Solitari
17. Robert's Theme - Franco Micalizzi
da Chi Sei?
18. Israelities - Capuano
da LP International Hits

lunedì, aprile 12, 2010

musica leggera da sottofondo... volume tre

a grande richiesta torna l'appuntamento con la musica lounge o musica da ascensore ;-)... buon ascolto
Easy Tempo Vol. 3 Further Cinematic Easy Listening Experience
1. Saudade - Piero Umiliani
da Angeli Bianchi...Angeli Neri
2. Nago - L.E. Bacalov
da La Seduzione
L.E. Bacalov play!
3. I Cavalli - Piero Piccioni
da Scacco Alla Regina
4. Bob E Helen - Piero Umiliani
da La Morte Bussa Due Volte
5. North Pole Penguin - Piero Piccioni
da Amore Mio Aiutami
6. Frenesia - Armando Trovaioli
da Il Vuoto
7. La Bikina - Augusto Martelli
da LP Color Martelli
8. Il Libanese - Guido & Maurizio De Angelis
da La Polizia Incrimina, La Legge Assolve
9. Lady Magnolia - Piero Umiliani
da Today's Sound
10. Diamond Bossa Nova
da Troppo per vivere, Pocco per Morire
Francesco De Masi
11. Amanda's Train - Piero Piccioni
da Amore Mio Aiutami
12. Beryl's Tune - Augusto Martelli
da Il Dio Serpente
13. La Seduzione - L.E. Bacalov
da La Seduzione
14. Easy Lovers - Piero Piccioni
da Camille 2000
15. Flute Sequence - Franco Micalizzi
da Chi Sei?
16. Beryl's Tune #2 - Augusto Martelli
da Il Dio Serpente
17. Soul Samba - Attilio "Anthony" Donadio
da LP Sax and Stars
18. Casa Di Moda - Guido & Maurizio De Angelis 
da La Polizia Incrimina, La Legge Assolve
19. Honey Rhythm And Butter - The Green Future
da LP Uncle Jim
20. Danza Citar Free - Piero Umiliani
da 5 Bambole per La Luna D'Agosto
21. Esquetando Os Tambourinos E Cuica - Sergio Nilo
da Il Grande Colpo Dei Sette Uomini d'Oro

venerdì, aprile 09, 2010

e alla fine arriva la truffa...

il signore che appare nella foto, il terzo da destra che guarda verso l'obiettivo, non mi stava molto simpatico ma ora il mio giudizio non importa come tutti gli altri discorsi che si potrebbero fare intorno alla figura di quel signore e dei ragazzotti che aveva a fianco nella foto...una cosa che posso dire e che in un certo senso ha scritto anche lui un pezzo della storia più sporca del rock'n'roll e ci tenevo a ricordarlo con la colonna sonora di The great rock'n'roll swindle soprattutto perchè faceva parte di una rassegna che andai a vedere nel 1980 (o forse era il 1981...boh...) in un cinema milanese (non ricordo bene quale fosse...Orfeo? Anteo? perdonatemi, oggi la mia memoria sembra sia andata a farsi un giro...speriamo ritorni...) e oltre al film sopra citato aveva in cartellone Live Rust, Live at Pompei e altri del genere che in un certo senso mi segnarono l'esistenza...bye bye Malcolm...buon ascolto

giovedì, aprile 08, 2010

quattro riddims...

come spesso accade ecco un post nato dopo aver letto una recensione di un altro blogger, in questo caso Lucien, riguardo l'ultimo lavoro degli Africa Unite...il gruppo, in movimento dal 1981 grazie a un'intuzione di due ragazzi di Pinerolo (TO) tali Bunna e Madaski, è forse il più rappresentativo del raggae italico...dopo tre dischi in inglese usciti tra la fine degli '80 e l'inizio dei '90 (compresa anche qualche apparazione in terra giamaicana) arriva Babilonia e Poesia, uscito nel 1993, interamente in italiano e che forse si può considerare come uno dei migliori album cantati nella nostra lingua...tra cambi di formazione, notorietà a momenti e vita intensa hanno prodotto poco più di una decina di dischi (più alcune compilation e collaborazioni varie) proponendo il loro reggae a volte più orientato al dub e alle sonorità 'nuove', a volte legato profondamente a quelle roots giamaicane che richiamano anche nel loro ultimo lavoro chiamato appunto Rootz...ma non sono qui per parlare del buon disco uscito qualche settimana fa e che in un pezzo è presente anche il giamaicano de noaltri, quell'Alberto D'Ascola in arte Alborosie (già catante dei Raggae National Tickets) che sembra più giamaicano lui di uno qualunque dei ragazzotti che gravitano il sound giamaicano a Kingston (guardare per credere) e di cui magari proporrò qualcosa più avanti ma voglio farvi ascoltare un esperimento, del 2007, molto riuscito...per farvi capire cosa hanno messo insieme vi copio paro paro la presentazione del disco presa da qua che dice: "...il progetto prende spunto da un’attitudine giamaicana nata come conseguenza della mancanza di risorse di cui disponevano i produttori dell’isola a cavallo tra gli anni '60 e ’70. Quando un producer realizzava, con i musicisti disponibili, la base di una canzone, questa quasi mai veniva destinata ad un solo cantante, i principali cantanti infatti la reinterpretavano dandone la loro personale version"...4 Riddims 4 Unity è l'ottimo risultato di questa operazione che vede divisi su 4 riddims tratti dall'album dub oriented degli Africa Controlli (per la precisione i pezzi sono: Amantide, Sotto Pelle, In Nomine e Play Another Game) parecchi cantanti e musicisti dell'area reggae italiana e non solo (c'è pure un certo Ky-Mani Marley..)...per l'occasione vi lascio anche la tracklist...buon ascolto
Africa Unite presents 4 Riddims 4 Unity
01. Blaze Of Glory (Africa Unite & Ky-Mani Marley)
02. Promise (Alborosie)
03. Only One Indication (B.R. Stylers)
04. Questo Mare (Brusco)
05. Stiamo Così (Esa Aka El Presidente)
06. Crazy (Franziska Feat. Chiara Bomboclat)
07. Love In This World (Franziska)
08. Take It As It Comes (Giallo)
09. Aria (Jaka)
10. Domani (Michelangelo Buonarroti)
11. Or A Dime (Patrick Feat. Madaski A Nickle)
12. Fix Up (Princess Julianna feat. BUNNA)
13. Non Puoi Fermare (Raina)
14. Born Run (Rankin'alpha Aka Dubital)
15. La Regina Degli Amanti (Roy Paci & Aretuska)
16. Somos Vida (Sergente Garcia)
17. Mr Too Nice (Shatta Connection - Giallo & Nemo)
18. Come Get Your Cows (Smoke)
19. Dimme (Steela)
20. Sutta La Pelle (Sud Sound System)
21. Bonnie & Clyde (Zoe Feat. Bunna)
22. Grande (Zuli)

martedì, aprile 06, 2010

musica leggera da sottofondo... volume due

Ecco, come promesso, il secondo volume della collana Easy tempo...buon ascolto
Easy Tempo Volume 2 - The Psycho Beat

1. Fotomodelle - Piero Umiliani
da Svezia, Inferno e Paradiso
2. Rappimento In Sicilia - Nino De Luca
da La Ragazza Con La Pistola
3. Moto Centripeto - Lesiman
da LP Here and Now 1
4. Essere Donna - Piero Umiliani
da Svezia, Inferno e Paradiso
5. Ipotesi/Un Giorno In Più - Gianni Ferrio
da Big Guns
6. Violets Lips - The Barigozzi Group
da the LP Woman's Colour
7. Colloquio - Lesiman
da LP Here and Now 1
8. Red Face - The Barigozzi Group
da LP Woman's Colour
9. Valentina (Tra La Folla) - Gianni Ferrio
da La Morte Accarezza A Mezzanotte
10. La Ragazza Con La Pistola - Nino De Luca
da La Ragazza Con La Pistola
11. La Fine Di Cobb - Stelvio Cipriani
da Mark il Poliziotto
12. Schegge - Lesiman
da LP Here and Now 2
13. L'appartamento Vuoto - Gianni Ferrio
da La Morte Accarezza A Mezzanotte
14. Jerk Beat - Mario Molino
da Gli Angeli del 2000
15. Gli Angeli Del 2000 - Mario Molino
da Gli Angeli del 2000
16. Blue Media - Lee Selmoco Orchestra
da LP Daytime Moods
17. Silver Legs - The Barigozzi Group
da LP Woman's Colour
18. Geronimo - Gianni Oddi
da LP Oddi
19. Il Dopolotta - Piero Piccioni
da Mimì metallurgico ferito nell'onore
20. Hurricane - Cesco Anselmo
da LP Merry Music
21. Shake Psyco - Mario Molino
From Gli Angeli del 2000

sabato, aprile 03, 2010

i negri verdi

un salto indietro nel tempo di circa vent'anni, un locale che prima ancora era un cinema e poi una discoteca disco e poi una discoteca rock, la mia fidanzata e i miei amici, un palco con strumenti predisposti per un concerto e appeso un tappeto tipo di quelli persiani che si vedono nelle aste tv e vicino agli strumenti, pronti per iniziare, i negri verdi...quanto ho amato la patchanka, quel sound che mischiava di tutto e che arrivava anche dal punk, con la Mano Negra che ci faceva saltare al ritmo di King Kong Five...e poi c'erano loro, Les Negresses Vertes, con il sound patchanguero ma di derivazione tzigano-franco-araba, con le chitarre e le fisarmoniche e i loro vestiti in stile parigi inzio secolo scorso e soprattutto con il loro cantante Helno (Noel) Rota che aveva l'aria appunto di un uomo del passato trasferito per caso sul finire del millennio scorso a raccontarci di Zobì la Mouche...era molto tempo che non ascoltavo il loro primo disco Mlah, che dalle fonti web sembra che in arabo voglia dire tutto bene...su richiesta di mia moglie (la fidanzata dell'inizio post...) stavo cercando di mettere insieme  per un cd delle canzoni con cui abbiamo condiviso momenti ed emozioni...ed è risaltato fuori dai meandri dell'hd ed il cuore a ripreso a scaldarsi...uscito nel 1988 ha avuto un degno seguito due anni dopo con Famille Nombreuse poi Helno, un anno o due dopo l'esibizione di cui raccontavo all'inzio del post, ha lasciato questo mondo e i negri verdi non sono più riusciti a ritrovare l'energia e la creatività sufficiente per sfornare altri gioiellini come i primi loro due lavori...buon ascolto

giovedì, aprile 01, 2010

la musica per il viaggio del Conte

Fino a poco tempo fa pensavo che una canzone era tale solo se cantata, se poi la voce era roca, nera, sofferta o disperata era il mio pane. Poi sono arrivati nel mio lettore due dischi che con i "vocals" centrano poco o nulla e le mie certezze sono crollate ma non importa,negli ultimi tempi faccio proprio fatica a sentire altro.
Inspiration Information di Mulatu Astatke con gli Heliocentrics ha un tiro pazzesco (si dice così?), l'hanno definita jazz anche se secondo me chiamarla jazz è riduttivo. Più definibile è invece la musica dei Guano Padano che suonano una musica vicino ai Calexico. In questo loro debutto però un brano è cantato, indovinate da chi? Bobby Solo!!! Ebbene si proprio lui che rifà Ramblin'man di Hank Williams... credibilissima!
Mi sono accorto di scrivere spesso post raccontando di due dischi insieme, forse sarà il mio retaggio da "cassettaro" cioè mi è rimasta l'abitudine di andare di musicassetta in musicassetta, quando i dischi che si prendevano in prestito li registravi su nastro e io avevo la mania di fare cassette a tema con il lato A che ricordava molto il lato B, per esempio, se avessi dovuto registrare su un lato gli Stooges sull'altro avrei messo gli Mc5.
Per Pasqua calerò in Italia e questi Astatke con gli Heliotronics e i Guano Padano mi faranno da colonna sonora per il lungo viaggio dalla cittá di M. fino alla cittá di M...
Buone feste di Pasqua a tutti e alla prossima.
Der Graf v. M.