lunedì, aprile 26, 2010

perle ai porci

Ian Fraser Kilmister, come molti innovatori della musica rock, nasce a Londra, alla fine del 1945. La sua carriera musicale, comincia negli anni sessanta, militando in una serie di gruppi, che rifiutando i dettami della moda corrente, evitano psichedelica, e pop rock di ispirazione beatlesiana, suonando un duro rythm’n’blues, che in seguito si sarebbe chiamato hard rock.
Nella seconda meta degli anni sessanta, diventa roadie di Jimi Hendrix, ed è appunto da qui che comincerà ad apprezzare la forza creativa della psichedelia, e ispirato sia dagli eccessi che dall’arte di Jimi, creerà il suo stile, duro sporco e cattivo, non che, la sua tecnica sopraffina di suonatore di basso, fatto di accordi e non solo di singole note ritmiche. Sempre in questo periodo, sembra che adotti il suo soprannome, Lemmy.
Addentratosi nel music business, nel 1969, forma il suo primo gruppo, di una certa importanza, i Sam Gopal, col quale inciderà un discreto LP di hard rock psichedelico, Escalator, che per quando sia un discreto disco, non si differenzia da prodotti simili del periodo, Vannilla Fudge, Grand Funk Railroad tra gli altri.
Dal 1971 al 1974 milita negli Hawkwind, il gruppo che probabilmente ha inventato lo Space rock. La sua entrata nel gruppo viene evidenziata, da una maggior durezza nel suono. L’album migliore è sicuramente Doremi Fasol Latido.
Dopo quattro anni di collaborazione, durante una tournee in Canada, Lemmy viene arrestato per droga (come sono severi in Canada! Anche i Rolling, mi sembra, più o meno nello stesso periodo hanno avuto un problemino simile), e probabilmente, anche per altri dissensi precedenti, viene licenziato dagli Hawkwind.
Ed è cosi che nel 1975, forma il gruppo che gli darà la fama mondiale, non che gli permetterà di rivoluzionare l’hard rock. Il gruppo è un trio che più classico non si può, basso chitarra batteria.
In un primo momento il gruppo, eufemisticamente, doveva chiamarsi Bastard, ma poi, prendendo il nome dall’ultima canzone composta da Lemmy per gli Hawkwind, si chiamo definitivamente MOTORHEAD.
Sì proprio i Motorhead, il gruppo più sottovalutato e disprezzato, dai cultori della musica, me compreso.
Confusisi tra le decine di gruppi, che proprio in quel periodo, alla fine degli anni ’70, stavano reinventando l’hard rock trasformandolo in heavy metal, hanno avuto la sfortuna di essere etichettati come un gruppo di genere, ma le affinità con gruppi tipo gli Iron Maiden e simili, si fermano solo sull’iconografia, per quanto riguarda la musica invece la si può quasi vedere più simile al punk ( che bestialità!!).
Ascoltando i primi dischi dei Motorhead, le differenze con gli altri gruppi heavy del momento, sono più che evidenti, già dal canto, dove la voce di Lemmy, corrosa da anni di stravizi, contrasta nettamente da quella dei suoi colleghi, che dei virtuosismi vocali ne fanno una ragione di vita, i ritornelli pseudo pop, tipici di Iron Maiden o Saxon ad esempio sono totalmente assenti, e la musica stessa non lascia spazio a gigionerie varie, solo ritmo duro e puro, nei decenni successivi saranno fonte d’ispirazione per trash metal e speed metal, gli stessi Metallica forse non sarebbero quello che sono se prima non ci fossero stati i Motorhead.
A trent’anni di distanza, si può giungere alla conclusione che probabilmente erano più sinceri e più veri i Motorhead, di decine di gruppetti punk ribelli nati nello stesso periodo.
Non posso far altro che rimandarvi all’ascolto di Overkill che è il secondo album, e mi sembra il migliore, ma anche il primo, Motorhead, è un grande cattivo disco.
Lo Zio Fonta

3 commenti:

Lucien ha detto...

Anch'io, sempre così un po' distrattamente, ho colto negli anni delle cose buone.
Ora mi voglio mettere in magazzino questo disco per dedicargli un ascolto più attento nel prossimo futuro.
Thanks to Motoruncle.

allelimo ha detto...

Caro Zio Fonta,
prova a controllare la tastiera del tuo computer, mi sa che perde virgole... :)

to ha detto...

che bestialitá, che bestialitá...
:)
grande la foto del signor k.