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giovedì, ottobre 22, 2009
nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te, un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
Rimanendo sempre negli anni 90, sempre con la musica italiana, non si può non fare riferimento ai Marlene Kuntz anche se a me non fanno del tutto impazzire e anche l'album in questione, Catartica, non lo amo come gli altri che ho postato finora...ma è solo la mia idea, ascoltatelo e fatevi la vostra....
martedì, ottobre 20, 2009
lasciami qui, lasciami stare, lasciami così, non dire una parola che non sia d'amore
torno a proporre musica italiana deli anni 90, anni in cui si era mosso qualcosa...anche se quello che vi propongo oggi è il risultato di quel poco di buono che era uscito nel decennio precedente...Epica, Etica, Etnica, Pathos l'ultimo disco dei CCCP in effetti rappresenta la fine dei CCCP e l'inizio dei CSI, infatti è l'incontro di Ferretti e Zamboni con Magnelli, De Palma e Maroccolo dei Litfiba...sonorità più complesse rispetto i precedenti e anticipatore dei migliori album dei CSI, Linea Gotica e Ko de Mondo...una canzone su tutte? "Annarella"...ascoltatelo
lunedì, ottobre 12, 2009
è nella pioggia, oggi, il vostro grido
...non lo so, forse sarà stato il vento che improvvisamente si è alzato qui nella città di M. ad avermi fatto venire voglia di ascoltare e farvi ascoltare Lungo i bordi, secondo disco dei Massimo Volume...non lo so...sta di fatto che questo disco fa parte di quella ondata di musica indipendente italiana uscita negli anni 90 (Afterhours, Csi, Marlene Kunza) che aveva fatto ben sperare...lascio un estratto dalla recensione di ondarock.it "...In sostanza, quello dei Massimo Volume è un post-rock molto personale, quasi "cinematografico". La sensazione, infatti, è che ogni loro brano sia la colonna sonora di un film immaginario, la cui sceneggiatura, già tutta nei testi di Emidio, viene ulteriormente caricata di simboli e di emozioni da un impasto sonoro tanto inquietante quanto sensuale, ma anche capace di improvvise slabbrature nevrotiche. Le timbriche degli strumenti sono certamente l'elemento cardine (come da manuale post-rock), ma i nostri sono anche interessati al raggiungimento di un particolare equilibrio tra le varie sorgenti sonore. Quello che conta, in fondo, è l'atmosfera. La "scenografia musicale".
venerdì, ottobre 09, 2009
Verrò come un rapace a mutilare lo scorpione dentro nel tuo cuore
Approfitto della latitanza virtuale de Lo Zio Fonta per tornare al mio mainstrem, anzi stavolta scavalco proprio lo Zio Fonta e vado dritto dritto a proporre musica italiana...prepariamoci ai suoi lamenti...parto dal più grande disco di musica rock italiana degli anni 90 (e non solo...) “Hai paura del buio” degli Afterhours...uscito nel 1997 (anno di nascita della mia prima figlia) e quando ancora faceva parte del gruppo un caro amico, Xabier Iriondo...assolutamente da avere e ascoltare
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