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lunedì, aprile 02, 2012

il catalogo Cramps

Torno a proporre musica con un bel rimando ai lavori del Paz, nel caso specifico il catalogo Cramps...

lunedì, novembre 28, 2011

le vite parallele dei black keys

Mancano pochi giorni all'uscita del nuovo album dei Black Keys. A giudicare dal budget pubblicitario speso la casa discografica ci crede molto. I casi sono due: o capolavoro o boiata pazzesca. I precedenti
dovrebbero dar ragione alla prima ipotesi e lo penso anch'io. Nel 2010 uscì Brother e per chi non lo conosce (spero in pochi) era un lavoro di rockBlues con echi soul e funk. Il power duo non ha mai nascosto il suo amore per la musica nera anche la piú "moderna" ed un paio d'anni fa col nome di Blackroc hanno collaborato con la crema dell'hip hop. Una sporca mezza dozzina di gloriosi bastardi della vecchia e della nuova scuola (definizione fantastica rubata ad Ondarock) tra cui Mos Def, RZA, Ol Dirty Bastard e molti altri 'feat.' si sono occupati delle liriche la musica l'hanno messa Patrick Carney e Dan Auerbach (ottimo il suo disco solista Keep it Hid) e ne è venuto fuori, a mio modestissimo parere, un piccolo capolavoro.
Io inizio a mettermi in fila per acquistare El camino ed intanto mi ascolto in cuffia i cds precedenti. Ci si vede li?
Der Graf

martedì, novembre 22, 2011

...un po' di (sana) tristezza...

in questo periodo sento freddo... e non soltanto perchè la temperatura è scesa... in questi giorni sento freddo nell'anima... l'andare del tempo, la stanchezza accumulata da un periodo difficile, alcune ricorrenze, i ricordi, la mancanza di una presenza che da sempre era stata vicina e rassicurante, della voce calda che mi faceva sentire protetto, meno solo... tutto questo è il  motivo per cui in questi giorni premo play quando nello scorrere dell' i-pod alla ricerca di suoni che mi scaldino vado a sbattere contro Johnny Cash e il suo ultimo volume delle registrazioni americane: Ain'to No Grave e mi lascio andare... al termine dell'ultimo pezzo mi sento più al sicuro, rimane solo un po' di sana tristezza, che non fa mai male... buon ascolto

lunedì, ottobre 03, 2011

...e il contrabbassista entrò nel campo di basket...

Forse è ancora presto per tirare le somme di questo anno di musica ma è anche vero che in nove mesi di duemilaeundici non ho ancora trovato un disco che mi abbia entusiasmato, sarà perchè sono troppo
navigato, diciamo pure "vecchio", per gridare al miracolo?
Qualcosa di buono c'è stato ma poca roba,uno di questo poco é Nat Baldwin col suo People Changes. Già celebrato in alcuni blog (qui un esempio) People Changes dura solo un poco piú di mezzora cosa rara nell'era degli iPod e degli mp3 ma può bastare. Un disco solo voce e contrabbasso suonato con l'archetto di più potrebbe stufare e invece ne viene fuori un lavoro interessante, d'altronde Baldwin non è proprio un pivellino (è stato allievo di Anthony Braxton), infatti ha già alle spalle due album solista e delle collaborazioni importanti con Vampire Weekend e Dirty Projectors (molto bello e intrigante il loro Bitte Orca). Non un'ascolto facile ma può rivelare parecchie sorprese... buon ascolto.
Der Graf von Mailand

martedì, settembre 27, 2011

dalla parte (sbagliata) di Rino

mi rendo conto  che parlare di una schifezza come il tributo a Rino Gaetano, Dalla parte di Rino, è un po' come sparare sulla croce rossa, mi capirà chi ha avuto il coraggio di ascoltarlo, cercherò di non limitarmi a stroncare (anche se lo farò) la versione di Grignani o quella dei Neri per Caso (veramente cose immonde da far ribaltare nella tomba il buon Rino) e vi proporrò un piccolo confronto sulla questione tributi... in un periodo discografico/musicale molto difficile, o meglio, molto diverso da quello che abbiamo conosciuto nei scorsi decenni, i tributi sono proliferati... già si è discusso su vari blog sull'utilità o l'inutilità, su quale produzione fosse più curata e su quale fosse più scarsa... beh anch'io volevo direi la mia mettendo appunto a confronto un tributo a Rino Gaetano uscito nel 1993 e quello uscito qualche mese fa... due operazioni che probabilmente rappresentano benissimo lo stato della musica in Italia... prima di inoltrarmi a parlare dei due dischi una piccola premessa: la musica di Rino mi è sempre piaciuta (già ai tempi di quando lo vidi in tv a Sanremo) ma questo è il mio parere, non lo mitizzo, è solo uno che secondo me ha fatto bene il suo mestiere di cantautore... detto ciò nel 1993 la EMI fece uscire E cantava le canzoni - La nuova musica italiana ricorda Rino Gaetano, raccolta di brani (la maggior parte conosciuti, un inedito e altri meno commercializzati ma degni del suo autore) eseguiti da band allora considerate emergenti (o quasi) com i Loschi Dezi, Ritmo Tribale, Stauto, Afterhours e altri... sarà stato che a quei tempi non ero ancora stufo di ascoltare cover e tributi per cui l'operazione mi sembrò intelligente: far conoscere alle nuove generazioni la musica di Gaetano attraverso le stesse nuove generazioni che avevano bisogno di farsi sentire... tra l'altro alcuni di loro non si limitavano a coverizzare ma arrangiavano in maniera diversa e personale... tra i pezzi meglio riusciti segnalo Mio fratello è figlio unico degli Afterhours, Le beatitudini degli Aeroplaniitaliani (brano ancora sconosciuto in versione originale) e Spendi Spandi Effendi di Sergio Messina e i 99 posse... dal '93 arriviamo a qualche mese fa quando quasi per caso scopro dell'uscita di Dalla parte di Rino, vado a curiosare chi sono gli 'artisti' coinvolti e cerco qualche posto in rete per poterlo ascoltare... beh.. .che dire... operazione veramente insulsa e inutile quella della Sony che mette insieme un'accozzaglia improbabile di gente (mi riesce veramente difficile a chiamarli artisti) che forse avevano bisogno di uscire per un attimo dal loro anonimato in cui erano caduti dopo un breve periodo di successo commerciale... non so proprio cosa possono azzeccarci la PFM (che per rendere più credibile la loro versione riesumano pure la voce di Rino), Grignani e l'ormai fastidioso e ripetitivo rocksteady di Giuliano Palma (ho anche seguito e apprezzato i primi passi dei Bluebeaters ma l'ex cantante dei Casino Royale mi ha stracciato i testicoli)... insomma più che dalla parte di Rino hanno tentato di stare dalla parte del business o non so di cosa altro...vi lascio ovviamente sia il tributo del '93 che quello di quest'anno così vi potete, se vi interessa, farvi un'idea e magari dirmi anche la vostra... buon ascolto

venerdì, settembre 23, 2011

lode a eric burdon

ecco il segnale di ripresa (spero) definitiva delle trasmissioni.. .pubblico un post che mi è stato inviato dall'amico Conte a luglio ma questo genere di post non scade mai... a presto...
Eric Burdon è uno che ha vissuto quasi cinquant'anni di musica, rivoluzioni e mille altre battaglie e ne è uscito praticamente indenne. Ok è da parecchi anni che non incide qualcosa che lasci il segno ma è pur sempre un mito, di piú, una leggenda!
Iniziò tutto nel 1963 nella città portuale di Newcastle quando il nostro entrò nel gruppo del tastierista Alan Price. Poco dopo i due cambiarono il nome in Animals ed insieme ai vari gruppi inglesi (Who, Kinks, Rolling ecc.) fu protagonista in U.S.A. della cosidetta "britishinvasion". Difficile scegliere un disco degli "Animali" di quel periodo, sono tutti belli. A parte le solite raccolte che contengono i loro classici, io consiglierei Animalism ma la versione americana, con dei bonus veramente ottimi.
Nel 1966 Burdon ripartì con un nuovo gruppo a nome Eric Burdon & The Animals con solo il batterista Barry Jenkins (il bassista Chas Chandler rimase folgorato da un'esibizione a New York di un tal Jimi Hendrix e se lo portò a Londra facendogli da manager). Furono travolti dal sogno
hippie e dalla love generation e di conseguenza il suono passò dall'iniziale rythm & blues ad uno più psichedelico. Nel solo 1968 fecero uscire ben tre dischi di cui il primo, The Twain Shall Meet, è imprescindibile per il suo messaggio di amore e pace oltre che di musica.
Nel 1969 Eric Burdon si trasferì a San Francisco e con un gruppo di solo afroamericani formò i War. Con un combo così la miscela musicale non potè che essere più funky e nera con molte percussioni e fiati. L'immagine del nostro di quella esperienza è tutta nella foto all'interno del disco The Black-Man's Burdon dove il nostro è seduto tra le gambe di una bellissima ragazza mulatta.
La carriera di E.B. è proseguita fino ai giorni nostri con prove abbastanza scialbe. Nel 1977 uscì Before we were so rudely interrupted con la formazione originale e fecero  vedere in piena rivoluzione punk che la rabbia e la grinta non era solo appannaggio dei rude boys.
Per finire un mio ricordo... Eric Burdon racconta che sul muro davanti al loro albergo  lessero "ERIC BURDON FUCKS LIKE A NIGGER". Probabilmente chi lasció quel segno voleva offendere ma invece Burdon ne fu molto lusingato...
Der Graf von Mailand

mercoledì, aprile 13, 2011

un disco, un libro e un motto

Quando uscì Birdbrain dei Buffalo Tom era il 1990 e io ero troppo
indaffarato a seguire i gruppi grunge che andavano per la maggiore in quel periodo quindi me lo persi per strada. Dopo anni di silenzio nel 2007 ritornano con Three Easy Pieces, album onesto però non ancora a fuoco, anche se il brano Hearts of palm è una gran bella ballatona elettrika... ma è quest'anno con l'album (qui in versione deluxe) Skins che i nostri fanno centro.
Intendiamoci niente di rivoluzionario, 'solo' chitarra, basso e
batteria ma un gran bel disco ROCK!
Non mi viene in mente altra definizione. Il Secondo cd sono le versioni promo. Solo per curiosi.



Su consiglio dello Zio Fonta, mi sono procurato il libro Quelli che Milano di Giancarlo Ascari e Matteo Guarnaccia e sono stato rapito dagli innumerevoli annedoti che son scritti su questo fantastico vademecum della Milano che era.
Da leggere  per sapere da dove arriviamo anche per chi non è di Milano.
A proposito... Zio Fonta... ci mancano i tuoi scritti.... fatti vivo!



Navigando in rete ho visto una foto di una manifestazione pacifista e due ragazze  che tenevano in mano un cartello con la scritta:
BOMBING FOR PEACE IS LIKE FUCKING FOR VIRGINITY!
Geniale non trovi monsieur SarKozy?

Der Graf von Mailand

martedì, aprile 05, 2011

c-90 primaverili

 E finalmente è primavera! Abiti piú leggeri, le giornate si fanno più lunghe, piacevoli momenti passati sul balcone col sole in faccia a cazzeggiare o leggendo un buon libro. Non c'è giorno che non veda uno
scoiattolo sul grande acero in giardino e ascolti di dischi magari non proprio nuovi ma ancora "freschi" e che trasudano ancora voglia di vita.
E allora vai di Fleshtones col loro Roman Gods e sono 35 minuti di tastierine garage e urli alla nuggets ed energia PUNK!!! E se dovessi registrare una cassettina sul lato opposto ci metterei Native Sons dei
Long Ryders. Un poco piú legati alle radici,un poco piú "americani" ma anch'essi belli selvaggi.
Cassettine? Due dischi uno dell'84 e l'altro dell'81? Datemi pure del vecchio rimbambito ma ditemi... anche se ai tempi era giá garage revival i gruppi di adesso sono in grado di darci queste scosse elettriche?
Der Graf von Mailand

martedì, marzo 29, 2011

ascolto di un disco assurdo e poi...

La prima traccia inizia con una chitarra acustica pizzicata e una voce pacata e profonda inizia a cantare e dopo un paio di minuti si inserisce un soprano con dei vocalizzi senza testo fino a diventare un'altra canzone ma non è cosí è sempre la prima... MAH!
Il secondo pezzo sembra un pezzo Easy Listening anni settanta e ricorda forse Elton John. E questo sarebbe uno dei dischi del 2010? Sigourney Weaver! Ma figurati se posso sopportare un brano con questo titolo io che non ho visto neanche un'episodio di Alien perché non sopporto 'sta mascellona e poi... ma cos'é un'assolo di Moog? Ma chi sei Rick Wakeman? Ma i musicisti chi sono? I Midlake? Ma chi quelli che ricordano gli America? Oddio!!
No dai devo resistere manca ancora una mezzoretta alla fine di questo strazio e via con rimandi ai Supertramp, i Chicago e tastiere che ricordano suoni antichi come gli ELO che non riesco neppure a scriverli per intero tanto ne provo ribrezzo. Dovevo arrivare all'ultima canzone per sentire qualcosa di decente.

Lunedi ore 9:30 apertura di Sounds il mio negozio di dischi di fiducia
Io: "Ciao Dennis, passato bene il Weekend?"
Peter: "Hey ma non lavori questa mattina?"
Io: "Inizio un po' più tardi. Senti..ieri alla radio hanno mandato un pezzo che sembravano i Mdlake con un synth vintage, li conosci?"
P.: "Ma chi John Grant Queen of Denmark, oh non ti sarai mica rincoglionito?"
Io: " Dai non fare il pirla ce l'hai o no?"
P.: "É per te o devi fare un regalo?"
Io: "No è per me, da una settimana non sento altro..."
Der Graf

martedì, febbraio 08, 2011

quando Ludwig comprò il Camper e partì alla scoperta del mondo

Era mattina presto quando Ludwig partì da Redland, California, con il camper comprato di seconda mano. Salutò amici e parenti e si diresse verso il Texas. Manteneva un'andatura sugli ottanta miglia all'ora quando venne superato dalla Cadillac di Joe (Joe's Stalin Caddillac) e diede un paio di belle strombazzate. La prima tappa fu San Francisco. In un bar conobbe due autostoppisti, Frank e Annette e insieme si ubriacarono (Five Stick). Il giorno dopo Frank decise di partire con lui alla volta della costa est. Sul camper il nuovo compagno di viaggio tirò fuori una cassetta e la spinse nello stereo. Raccontò che era sua intenzione raggiungere un paio di amici per formare una band, Ludwig chiese se avesse già un nome questa band e lui rispose che no aveva solo il suo di nome d'arte, Frank Zappa (Lulu Land).
A Jacksonville dopo aver salutato Frank, amico capellone, si imbarcò su un tragetto che lo avrebbe portato dall'altra parte dell'atlantico. L'estate era ormai vicina e sul ponte della nave si stava bene e si fece cullare dalle onde mentre sul lato opposto del ponte un gruppo di esuli irlandesi si misero a cantare un loro pezzo (Une Fois). Tutto sembrava andare per il meglio ma non era così, la notte il tempo cambiò, il mare si fece grosso e ci fu tempesta (Surprise Truck). Ludwig dormì di merda con incubi come brutti trip (Starway to Heaven, sic).
Girò in lungo e in largo il mondo. Vide paesi di una bellezza assoluta come l'India (Folly) e conobbe i Pink Floyd in Inghilterra (Interstellar Overdrive) ma dopo tanto girovagare ebbe nostalgia di casa e quando a Roma in piazza Navona sentí un busker che suonava Good Guys & Bad Guys dei Camper Van Beethoven si ricordó di quel concerto di Bob Dylan che aveva visto con Bettye e le feste di primavera sull'aia dello Zio John (Hoe Yourself Down) e ritornò a casa portando con se musiche fino da allora sconosciute.
(Peace & Love) Ludwig
Racconto scritto da Der Graf von Mailand e liberamente ispirato da Camper Van Beethoven dei Camper Van beethoven(1986)
buon ascolto (pass: www.nattawat.org)

lunedì, gennaio 10, 2011

tutti al circo con i Calexico


innanzitutto buon anno a tutti... riprendo a postare con un album che ho trovato in rete qualche settimana fa e dopo un ascolto distratto l'ho riscoperto da qualche giorno così ho intrapreso anche una piccola ricerca per approfondire la conoscenza del disco... gli autori sono i Calexico (arrivano da Tucson, Arizona) che ho visto in concerto un paio di anni fa al Rolling Stone di Milano poco prima della sua demolizione... sapevo poco di loro e durante la loro esibizione insieme ad un amico continuavamo a dirci, con tono mooolto ironico: "questo pezzo è tex o mex?...no no questo è tex...no guarda ti sbagli è mex"...i nsomma avrete capito che ai Calexico piace il miscuglio sonoro del tex-mex...concerto abbastanza godibile chiuso con un paio di pazzi eseguiti insieme a Capossela...non sono certo il mio gruppo preferito ma poi ho avuto modo di procurarmi i lavori del gruppo di Tucson e devo dire che non sono poi così male... Circo, il disco che propongo oggi, è la colonna sonora di un documentario sulla vita di una famiglia circense messicana e le tipiche sonorità tex-mex del gruppo, da quel poco che che ho potuto vedere,  ben si sposano con l'ambientazione del film...vi lascio il teaser del film che potete anche vedere sul sito dedicato...buon ascolto

Circo Teaser from Aaron Schock on Vimeo.

martedì, dicembre 21, 2010

auguri Frank!

beh se ci devo proprio fare un pensierino mi piacerebbe arrivare ai 70...il buon Frankone non c'è riuscito ma per quello che ha prodotto musicalmente è come se ne avesse vissuto 100 di anni...e ora è stato pure raggiunto dal Capitano...per ricordare il compleanno di Zappa propongo un disco che amo molto, Hot Rats, soprattutto per la prima canzone, Peaches En Regalia, che mi portei nella fantomatica isola deserta e me l'ascolteri tutti i giorni...un disco per me fondamentale...ancora tanti aguri Frank...buon ascolto
vi lascio con due filmati registrati durante la trasmissione Saturday Night Live, il primo è di Peaches En Regalia, il secondo è Purple Lagoon e vede la partecipazione di un altro folle...

lunedì, dicembre 06, 2010

musica per correre ed urlare

Gli anni ottanta furono dominati da musica di plastica, finta con i sintetizzatori - quelli più beceri - a farla da padrone. Ma ci fu anche chi non si dimenticò del rock'n'roll e nonostante il vento soffiasse contro si ostinò a suonare le chitarre, quelle delle radici. I Del Fuegos da Boston Massachusetts appartenevano a quel movimento. La band viene formata nel 1983 dai fratelli Warren e Dan Zanes chitarrista il primo, voce e chitarra il secondo nonchè leader del gruppo, Woody Giessman alla batteria e Tom Lloyd bassista che rimarrà della partita fino all'ultimo. Dopo due buoni dischi (The longest day del 1984 e Boston Mass del 1985) accolti bene dalla critica nel 1987 fu la volta dello scialbo Stand up. Il batterista lasciò il gruppo e al suo posto arrivò il roccioso Joe Donnelly. Con un nuovo chitarrista, Adam Roth, i Del Fuegos ripartirono con immutato entusiasmo e due anni più tardi incisero il loro capolavoro: Smoking in the Fields. Disco orientato al rythm and blues e più irruento rispetto al passato con l'aiuto di qualche amico come Rick Danko della Band che canta in un pezzo (Stand by you), Magic Dick della J. Giles Band all'armonica e ai fiati gli Heavy Metal Horns. La band passerà anche dalle nostre parti per una serie di infuocati concerti... almeno così la stampa italiana scrisse... Non ho mai capito come mai dopo questo loro bellissimo disco i Del Fuegos si sciolsero, forse perchè nei fottutissimi anni ottanta non era più il tempo per correre ed urlare. Dan Zanes non urla più ma fa children's music senza dimenticare le radici di un tempo. Provate a vedere il video qui sotto coi suoi capelli sparati in aria e i suoi  coloratissimi vestiti... sembra un clown, un rockerClown.
Buon ascolto e buona visione. Der Graf

mercoledì, ottobre 27, 2010

i falsi colori e la monarchia di tutti i giorni

Nel 1980 fu pubblicato Monarchie und Alltag dei Fehlfarben un gruppo new wave di Düsseldorf (renania settentrionale westfalia) che non ottenne quel successo che il gruppo sperava. Da lì l'abbandono del cantante Peter Hein frustrato dal flop del disco che ritornò a far l'impiegato alla Xerox, fabbrica di fotocopiatrici, dove fu ispirato il nome della band. Fu un disco molto influente nell'ambito della "neue Deutsche Welle" (new wave tedesca) che negli anni seguenti vedrà la luce un movimento molto vivace con nomi come Nina Hagen, Spliff, Ideal, Trio e molti altri. Il disco Monarchie und Alltag col tempo acquisterà sempre più attenzione tanto da essere considerato oggi un caposaldo della musica rock tedesca, prova ne è il primo posto di una classifica dei 50 migliori dischi pubblicata di recente da Rolling Stone Germany che é mOOOlto piú credibile dell'edizione Italiana.
Come ho giá scritto Monarchie... è la classica new wave bella nervosa e schizzata col basso in evidenza e qua e la fa la comparsa un sassofono. I testi sono rigorosamente in tedesco e ci stanno benissimo e vi sembrerà di essere sotto il muro di Berlino intorno all'ottantadue a pogare in mezzo ad un gruppo di punXs teutonici dopo aver bevuto litri di birra. Buon ascolto e buon pogo!
Der Graf von Mailand

dal belgio passando per l'africa con una capatina negli states

stavolta l'idea per presentare un paio di dischi mi è arrivata da una piccola fuga che ho compiuto il weekend appena passato in quel di Bruxelles con il pretesto di visitare il museo dei fumetti...il Conte, uno dei miei due compagni di fuga, mi ha ricordato, osservando una locandina, che uno dei pochi gruppi vocali femminili decenti che mi è capitato di ascoltare e, addirittura, acquistare un paio di cd, arriva proprio dal Belgio...Marie Daulne (madre congolese e padre belga) fonda nel 1991 le Zap Mama, formazione femminile che partendo dall'esecuzione di brani a cappella mischia sonorità che arrivano da ogni parte del mondo, dall'africa all'europa passando per li States...le ragazze non potevano certo sfuggire all'occhio vigile di David Byrne che dal 1993 le mette sotto contratto nella sua etichetta e da allora, nonostante vari cambi di formazione, Marie (che rimane il perno centrale del gruppo) sforna dischi con collaborazioni eccellenti come Erykah Badu, The Roots e Manu Dibango...fino arrivare allo scorso anno quando esce l'ottavo album, ReCreation, dove si può anche trovare Paroles Paroles in duetto con Vincent Cassel, cover della famosa Parole Parole di Mina e Alberto Lupo...vi lascio con  A Ma Zone, un album del 1999...buon ascolto

martedì, ottobre 26, 2010

night nurse

generalizzare non mi è mai piaciuto, anche quando si tratta di...generi...musicali...esempio: l'espressione 'mi piace il reggae' è una generalizzazione...il reggae ha duemila varianti e sfacettature e proprio tutte non le conosco e quelle che conosco non tutte le apprezzo...ecco, questo giro di parole solo per dire che uno dei pezzi reggae che preferisco, Night Nurse, è stato composto da Gregory Isaac che ci ha lasciato proprio ieri per cui mi sento in dovere di omaggiarlo mettendo a disposizione ai lettori di 'risica' l'album che contiene il pezzo citato...bye bye Gregory e buon ascolto a tutti voi...

mercoledì, ottobre 20, 2010

after the beatles - volume due (prima e seconda parte)



prosegue la pubblicazione della compilation fatta apposta per voi dallo Zio Fonta e che riprende il suo post...tracklist e link nei commenti