NEVE, NEVE, NEVE...non ne posso piú, voglio l'arrivo della primavera, le foglie, il SOLE...il sole potrei procurarmelo con un po' di musica e a tal proposito mi sentiró "la puzzona".
Era la metá circa degli anni novanta quando andammo in vacanza in Sicilia ospiti da un'amica. La casa era piccola e accogliente con stoffe orientali alle pareti e molti suppellettili nepalesi,uno dei paesi preferiti di Wera e con la nostra amica un gatto di cui non ricordo piú il nome. Ebbene questo gattone decise dopo alcuni giorni che era arrivato il momento di far "suoi" alcuni nostri oggetti tra cui la cassetta degli Almamegretta Sanacore e ci spruzzò su...per fortuna il nastro non si rovinò cosí da diventare la colonna sonora di quella bellissima e assolata vacanza.
Con Sanacore il gruppo napoletano canta la sua terra, la tammurriata che da il titolo al disco ne é un esempio, in duetto con l'Amalia Rodriguez partenopea Giulietta Sacco, senza dimenticare suoni dal resto del mondo come il reggae (Non te scurdà), l'africa (Ruanda) e l'oriente (Ammore nemico), ballata pacifista e gay che racconta di due soldati che allo scoppio della guerra si trovano improvvisamente nemici. Dopo il loro interessante album di debutto (Animamigrante) incisero questo capolavoro con l'aiuto di Adrian Sherwood, il guru del dub, dopodiché non riusciranno piú a raggiungere livelli cosí alti. Buono anche l'album successivo Lingo e Immaginaria. Il cantante Raiz dopo aver lasciato la band per iniziare una carriera solista ha debuttato con un cd che strizzava l'occhio alle classifiche (si dice mainstream giusto?) salvandosi col lavoro sucessivo (Uno) sicuramente più ispirato e meno paraculo.
Cosa darei per un po' di sole di quelle ferie.Vabbé mi consoleró con la "puzzona". Alla prossima e buon sole a tutti e buon ascolto...
Der graf von mailand
P.S.: un pensiero a D.RaD dubmaker
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martedì, febbraio 02, 2010
martedì, dicembre 15, 2009
"tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore..."
Il post dello Zio Fonta di qualche giorno fa è il manifesto di questo blog riguardo le classifiche...anche girovagando tra i miei blog preferiti ho trovato chi la pensa come noi...per cui inizio a segnalare gli album italiani che ho ascoltato di più in questa prima decade del nuovo millennio e mi sembra giusto partire con una voce femminile, anzi, con LA voce femminile italiana, Cristina Donà...ai margini del mainstream italiota (speriamo ci rimanga ancora un bel po') è l'unica cantautrice degna di questa nome che calca le scene nel paese dei cachi...ha iniziato a incidere lo scorso secolo, precisamente nel 1997 quando uscì Tregua, ottimo esordio, dove è presente una perla, Goccia, incisa insieme a Robert Wyatt...in questa decade ha cambiato produttore, da Manuel Agnelli a Davey Ray Moor e oltre, ha inciso un album prima in italiano, Dove sei tu, e poi in inglese, Cristinà Donà, che è stato osannato dalla critica estera e nel 2007 ha fatto uscire l'ultimo, finora, album di inediti, La quinta stagione che è quello che vi propongo oggi...di certo il suo suono si è, in un certo senso, ammorbidito e reso meno cupo rispetto i primi due album ma ha raggiunto una maturità tra testi e musica che continua a distinguerla rispetto il resto della produzione al femminile in Italia...ora tocca sentirlo...buon ascolto
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martedì, novembre 03, 2009
altri suoni...
riprendo il discorso delle produzioni italiane che più hanno scosso il movimento musicale nel nostro paese negli anni 90 proponendo due band che ho ascoltato molto in quei tempi e che si discostano dalle sonorità degli altri lavori che ho postato finora...non solo chitarre e rock ma anche suoni più mediterranei, più misti, più...da patchanka...
In pratica i Loschi Dezi hanno realizzato solo un disco, Cabala, visto che Paura e Maraviglia era in realtà una ripresa del primo con alcuni brani dal vivo e qualche inedito...arrivavano da Torino e due di loro, Luca Morino e Fabio Barovero, hanno poi fondato i Mau Mau continuando il discorso di sonorità musicali intraprese in Cabala...mixato da Max Casacci (ora Subsonica) e Mada (Africa Unite) contiente anche la partecipazione ai cori di una allora sconosciuta Luciana Littizzetto...ascoltatelo
Direttamente dalla città di M. ecco a voi i Casino Royale con Jungle Jubilee, il secondo album dal suono ska/rocksteady...più efficace rispetto al primo e ruvido "Soul of ska" Alioscia Bisceglie e compagni realizzano il disco a Londra e ci regalano anche una cover ben fatta del buon Carosone...posso anche azzardarmi a dire che in un certo senso hanno proseguito, italianalmente parlando, il discorso aperto qualche anno prima dai Clash con Sandinista...poi i nostri hanno proseguito con suoni più dub o come Giuliano Palma che ha proseguito il discorso ska/rocksteady mischiandolo alle produzioni della Zanicchi...ascoltatelo
In pratica i Loschi Dezi hanno realizzato solo un disco, Cabala, visto che Paura e Maraviglia era in realtà una ripresa del primo con alcuni brani dal vivo e qualche inedito...arrivavano da Torino e due di loro, Luca Morino e Fabio Barovero, hanno poi fondato i Mau Mau continuando il discorso di sonorità musicali intraprese in Cabala...mixato da Max Casacci (ora Subsonica) e Mada (Africa Unite) contiente anche la partecipazione ai cori di una allora sconosciuta Luciana Littizzetto...ascoltatelo
Direttamente dalla città di M. ecco a voi i Casino Royale con Jungle Jubilee, il secondo album dal suono ska/rocksteady...più efficace rispetto al primo e ruvido "Soul of ska" Alioscia Bisceglie e compagni realizzano il disco a Londra e ci regalano anche una cover ben fatta del buon Carosone...posso anche azzardarmi a dire che in un certo senso hanno proseguito, italianalmente parlando, il discorso aperto qualche anno prima dai Clash con Sandinista...poi i nostri hanno proseguito con suoni più dub o come Giuliano Palma che ha proseguito il discorso ska/rocksteady mischiandolo alle produzioni della Zanicchi...ascoltatelo
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giovedì, ottobre 22, 2009
nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te, un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
Rimanendo sempre negli anni 90, sempre con la musica italiana, non si può non fare riferimento ai Marlene Kuntz anche se a me non fanno del tutto impazzire e anche l'album in questione, Catartica, non lo amo come gli altri che ho postato finora...ma è solo la mia idea, ascoltatelo e fatevi la vostra....
martedì, ottobre 20, 2009
lasciami qui, lasciami stare, lasciami così, non dire una parola che non sia d'amore
torno a proporre musica italiana deli anni 90, anni in cui si era mosso qualcosa...anche se quello che vi propongo oggi è il risultato di quel poco di buono che era uscito nel decennio precedente...Epica, Etica, Etnica, Pathos l'ultimo disco dei CCCP in effetti rappresenta la fine dei CCCP e l'inizio dei CSI, infatti è l'incontro di Ferretti e Zamboni con Magnelli, De Palma e Maroccolo dei Litfiba...sonorità più complesse rispetto i precedenti e anticipatore dei migliori album dei CSI, Linea Gotica e Ko de Mondo...una canzone su tutte? "Annarella"...ascoltatelo
lunedì, ottobre 12, 2009
è nella pioggia, oggi, il vostro grido
...non lo so, forse sarà stato il vento che improvvisamente si è alzato qui nella città di M. ad avermi fatto venire voglia di ascoltare e farvi ascoltare Lungo i bordi, secondo disco dei Massimo Volume...non lo so...sta di fatto che questo disco fa parte di quella ondata di musica indipendente italiana uscita negli anni 90 (Afterhours, Csi, Marlene Kunza) che aveva fatto ben sperare...lascio un estratto dalla recensione di ondarock.it "...In sostanza, quello dei Massimo Volume è un post-rock molto personale, quasi "cinematografico". La sensazione, infatti, è che ogni loro brano sia la colonna sonora di un film immaginario, la cui sceneggiatura, già tutta nei testi di Emidio, viene ulteriormente caricata di simboli e di emozioni da un impasto sonoro tanto inquietante quanto sensuale, ma anche capace di improvvise slabbrature nevrotiche. Le timbriche degli strumenti sono certamente l'elemento cardine (come da manuale post-rock), ma i nostri sono anche interessati al raggiungimento di un particolare equilibrio tra le varie sorgenti sonore. Quello che conta, in fondo, è l'atmosfera. La "scenografia musicale".
venerdì, ottobre 09, 2009
Verrò come un rapace a mutilare lo scorpione dentro nel tuo cuore
Approfitto della latitanza virtuale de Lo Zio Fonta per tornare al mio mainstrem, anzi stavolta scavalco proprio lo Zio Fonta e vado dritto dritto a proporre musica italiana...prepariamoci ai suoi lamenti...parto dal più grande disco di musica rock italiana degli anni 90 (e non solo...) “Hai paura del buio” degli Afterhours...uscito nel 1997 (anno di nascita della mia prima figlia) e quando ancora faceva parte del gruppo un caro amico, Xabier Iriondo...assolutamente da avere e ascoltare
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